autostima, casa famiglia, comunità psichiatrica, disturbi dello sviluppo, disturbi di apprendimento, gruppo appartamento

residenza tuberose home fotoAvviata la struttura residenziale per minori Residenza Tuberose

Con l’arrivo della primavera prende avvio il servizio residenziale di Residenza Tuberose, ovvero un servizio multiplo composto di un gruppo appartamento organizzato  per ragazzi con età compresa fra 13-18 anni che necessitano l’inserimento in comunità e di un centro diurno per adolescenti , polo di esperienze formative e interventi terapeutici-riabilitativi per l’età evolutiva.

Tale servizio viene autorizzato con delibera del Comune di Roma con protocollo CI/44075/2018.

Per maggiori informazioni è disponibile un informativa dettagliata sul sito della struttura www.residenzatuberose.it o altresì è possibile contattare il coordinatore Bernardini Arianna al numero 3663596588

articoli, disturbi dello sviluppo

Vittima di bullismo
Bullismo e Cyberbullismo sono un grave problema sociale.

Una nuova legge per interventi sul bullismo nella Regione Lazio.

I temi delle buone prassi educative, del contrasto della dispersione scolastica e del bullismo sono attualmente al centro del dibattito pedagogico ed educativo a livello europeo ed internazionale. La ricerca ha mostrato che prevenire fenomeni di dispersione scolastica e disadattamento nel contesto scolastico significa soprattutto attuare interventi volti a migliorare il clima emotivo a scuola e a promuovere pratiche educative di gruppo che rispettino le esigenze di tutti gli studenti (come il cooperative learning), tutelando quelli più fragili.

A tal riguardo è molto importante una novità legislativa varata a marzo 2016 nella regione Lazio inerente il tema del bullismo: è stata infatti finalmente approvata una legge regionale (legge 202/206) di prevenzione e contrasto al bullismo (e al cyberbullismo sua variante nella rete online). Con tale legge viene istituita una consulta regionale con l’obiettivo di valutare e promuovere iniziative nel campo del contrasto al bullismo e viene istituito un fondo di 750.000 euro per sostenere progetti tematici nelle scuole e promuovere il sostegno psicologico in questi fenomeni. E’ sicuramente un primo passo importante della regione Lazio per sostenere iniziative volte a contrastare il bullismo, problematica sempre più diffusa, che pone l’attenzione sulla necessità di potenziare gli interventi di supporto, sia dei bambini vittime che di quelli autori di atti aggressivi verso gli altri bambini.

http://www.ordinepsicologilazio.it/professioni-istituzioni/legge-regionale-bullismo/

http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglioweb/news_dettaglio.php?id=2134&tblId=NEWS

La speranza è che a tale primo passo ne seguano altri e che siano dati strumenti efficaci ad insegnanti, genitori e studenti per contrastare il fenomeno del bullismo. Il bullismo è un fenomeno complesso che si definisce come l’insieme di pratiche aggressive a livello fisico, verbale e di manipolazione psicologica che un bambino (o più bambini) attua ai danni di altri bambini (cfr. Olweus). Nei casi di bullismo si evidenzia la presenza di profondi vissuti depressivi e disturbi dell’autostima nei bambini soggetti all’aggressività dei cosiddetti ” bulli”, che spesso vivono in silenzio e solitudine questi atti senza ricorrere ad aiuti esterni. E’ stato riscontrato che i bambini che divengono vittime di bullismo sono scelti proprio per la loro vulnerabilità e fragilità; è quindi importante intervenire con progetti di sostegno psicologico in quanto si tratta frequentemente di bambini ad alto rischio di sviluppare in futuro altre problematiche di tipo internalizzante (depressione, ansia, somatizzazione). Dall’altro versante anche i “bulli” rappresentano un settore critico di intervento psicologico: non sono bambini “cattivi” da punire, sono bambini che presentano particolari rigidità di personalità, disturbi di tipo oppositivo-provocatorio, disturbo della della condotta. Questi bambini, spesso, vivono situazioni di forte ostilità e disadattamento a livello familiare a cui reagiscono riproponendo nel contesto scolastico l’aggressività di cui sono stati oggetto. Elementi che predispongono i “bulli” a sviluppare in futuro un ben più grave disturbo di personalità antisociale e condotte pericolose nell’area della devianza e della tossicodipendenza.

Lo sviluppo di un bambino e di un adolescente è un equazione complessa, di cui non sono note tutte le variabili, ma è un dovere morale e medico intervenire laddove delle piccole ombre segnalano la presenza di opacità prima che si trasformino in una coltre nera e difficile da schiarire, come la psicopatologia grave.