articoli, disturbi dello sviluppo

Vittima di bullismo
Bullismo e Cyberbullismo sono un grave problema sociale.

Una nuova legge per interventi sul bullismo nella Regione Lazio.

I temi delle buone prassi educative, del contrasto della dispersione scolastica e del bullismo sono attualmente al centro del dibattito pedagogico ed educativo a livello europeo ed internazionale. La ricerca ha mostrato che prevenire fenomeni di dispersione scolastica e disadattamento nel contesto scolastico significa soprattutto attuare interventi volti a migliorare il clima emotivo a scuola e a promuovere pratiche educative di gruppo che rispettino le esigenze di tutti gli studenti (come il cooperative learning), tutelando quelli più fragili.

A tal riguardo è molto importante una novità legislativa varata a marzo 2016 nella regione Lazio inerente il tema del bullismo: è stata infatti finalmente approvata una legge regionale (legge 202/206) di prevenzione e contrasto al bullismo (e al cyberbullismo sua variante nella rete online). Con tale legge viene istituita una consulta regionale con l’obiettivo di valutare e promuovere iniziative nel campo del contrasto al bullismo e viene istituito un fondo di 750.000 euro per sostenere progetti tematici nelle scuole e promuovere il sostegno psicologico in questi fenomeni. E’ sicuramente un primo passo importante della regione Lazio per sostenere iniziative volte a contrastare il bullismo, problematica sempre più diffusa, che pone l’attenzione sulla necessità di potenziare gli interventi di supporto, sia dei bambini vittime che di quelli autori di atti aggressivi verso gli altri bambini.

http://www.ordinepsicologilazio.it/professioni-istituzioni/legge-regionale-bullismo/

http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglioweb/news_dettaglio.php?id=2134&tblId=NEWS

La speranza è che a tale primo passo ne seguano altri e che siano dati strumenti efficaci ad insegnanti, genitori e studenti per contrastare il fenomeno del bullismo. Il bullismo è un fenomeno complesso che si definisce come l’insieme di pratiche aggressive a livello fisico, verbale e di manipolazione psicologica che un bambino (o più bambini) attua ai danni di altri bambini (cfr. Olweus). Nei casi di bullismo si evidenzia la presenza di profondi vissuti depressivi e disturbi dell’autostima nei bambini soggetti all’aggressività dei cosiddetti ” bulli”, che spesso vivono in silenzio e solitudine questi atti senza ricorrere ad aiuti esterni. E’ stato riscontrato che i bambini che divengono vittime di bullismo sono scelti proprio per la loro vulnerabilità e fragilità; è quindi importante intervenire con progetti di sostegno psicologico in quanto si tratta frequentemente di bambini ad alto rischio di sviluppare in futuro altre problematiche di tipo internalizzante (depressione, ansia, somatizzazione). Dall’altro versante anche i “bulli” rappresentano un settore critico di intervento psicologico: non sono bambini “cattivi” da punire, sono bambini che presentano particolari rigidità di personalità, disturbi di tipo oppositivo-provocatorio, disturbo della della condotta. Questi bambini, spesso, vivono situazioni di forte ostilità e disadattamento a livello familiare a cui reagiscono riproponendo nel contesto scolastico l’aggressività di cui sono stati oggetto. Elementi che predispongono i “bulli” a sviluppare in futuro un ben più grave disturbo di personalità antisociale e condotte pericolose nell’area della devianza e della tossicodipendenza.

Lo sviluppo di un bambino e di un adolescente è un equazione complessa, di cui non sono note tutte le variabili, ma è un dovere morale e medico intervenire laddove delle piccole ombre segnalano la presenza di opacità prima che si trasformino in una coltre nera e difficile da schiarire, come la psicopatologia grave.

articoli, disturbi di apprendimento

Bambina che studiaNegli ultimi anni sono notevolmente aumentati i casi di disturbi di apprendimento in età evolutiva ed è bene fare chiarezza sul disturbo per comprendere di cosa stiamo parlando. I disturbi dell’apprendimento sono una classe eterogenea di disturbi evolutivi che comprende disfunzioni nella funzione di apprendimento e che possono creare nel bambino disadattamento scolastico e conseguenti problematiche emotive dovute alle difficoltà incontrate nell’esperienza scolastica.

A questo si aggiunge spesso una difficoltà del genitore e del personale educativo a rapportarsi con i problemi espressi dal bambino, spesso scambiati per semplice svogliatezza e mancata applicazione scolastica e forieri di rimproveri e punizioni. Ma il bambino con disturbi di apprendimento non è un bambino svogliato e oppositivo nei confronti della scuola e dello studio, è un bambino che esprime un disagio ed una problematica ed in quanto tale va ascoltato e supportato.

Per un trattamento adeguato del disturbo è importantissima una adeguata diagnosi in quanto è necessario distinguere il disturbo di apprendimento generico che può essere causato da difficoltà della sfera emotiva e relazionale, o da un ambiente psicosociale inadeguato e il disturbo specifico dell’apprendimento che rappresenta un disturbo delle funzioni cognitive superiori.

Quando si tratta di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento sulla base di un’accurata diagnosi si può impostare così un adeguato trattamento che può comprendere traning per le funzioni cognitive, supporto psicologico e spazi dedicati al genitore per aiutarlo a realizzare una migliore relazione col bambino. Lo psicologo adeguatamente formato sui disturbi infantili utilizza un approccio globale prendendo in carico sia il bambino che la famiglia e lavora su tutte le funzioni cognitive coinvolte non limitandosi all’aspetto linguistico ma potenziando anche l’area della memoria, delle abilità visuo-spaziali, dell’attenzione.

Se invece si ha a che fare con un disturbo generico ed aspecifico su base emotiva e relazionale è opportuno un ascolto profondo della realtà del bambino che attraverso la sua difficoltà nella lettura e nel calcolo sta esprimendo un disagio profondo, molto spesso di tipo depressivo ed è opportuno un trattamento di supporto psicologico e consulenze rivolte ad i genitori per affrontare eventuali problematiche relazionali nel rapporto fra genitori e bambino.

E’ importante ricordare che una diagnosi precoce permette di impostare un trattamento efficace, con una prognosi migliore permettendo al bambino di superare il momento critico ed affacciarsi al mondo della scuola e degli adulti con speranza e serenità.

Si può intervenire efficacemente anche prima dell’apprendimento della lettura e della scrittura intervenendo sui prerequisiti della letto-scrittura e con interventi efficaci nei deficit linguistici. Come ricordano studi importanti in neuropsicologia dello sviluppo (Chilosi, Brizzolara) vi è un diretto collegamento fra Disturbi del Linguaggio e Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed intervenire su un ritardo di acquisizione del linguaggio (già a 3 anni) può essere una forma di prevenzione dei Disturbi di Apprendimento

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